Legge di Bilancio, USMIA: «Defiscalizzare la tredicesima dei militari. Una misura concreta per riconoscere la specificità»

Visual USMIA Esercito con bilancia, busta paga, monete e piastrine militari sulla proposta di fiscalità agevolata per la tredicesima

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Visual USMIA Esercito con bilancia, busta paga, monete e piastrine militari sulla proposta di fiscalità agevolata per la tredicesima
COMUNICATO STAMPA

USMIA ESERCITO

Legge di Bilancio, USMIA: «Defiscalizzare la tredicesima dei militari. Una misura concreta per riconoscere la specificità»

Una proposta fiscale concreta per riconoscere obblighi, vincoli e condizioni d’impiego propri della professione militare

Visual USMIA Esercito con bilancia, busta paga, monete e piastrine militari sulla proposta di fiscalità agevolata per la tredicesima

12 settembre 2026

USMIA Esercito si prepara a portare nel confronto sulla prossima Legge di Bilancio una proposta concreta sul trattamento economico del personale: l’introduzione di una fiscalità agevolata sulla tredicesima dei militari, attraverso l’applicazione di un’imposta sostitutiva ridotta rispetto alla tassazione ordinaria.

Una misura semplice, immediatamente percepibile e capace di tradurre in termini economici un principio che da troppo tempo attende una piena valorizzazione: la specificità della condizione militare.

L’obiettivo di USMIA è chiaro: consentire alle donne e agli uomini delle Forze Armate di avere, alla fine dell’anno, una tredicesima più consistente, quale misura compensativa dei particolari obblighi, vincoli e condizioni d’impiego che caratterizzano quotidianamente la professione militare.

Non un privilegio, ma il riconoscimento di una condizione differente

USMIA ritiene necessario sgombrare il campo da un possibile equivoco.

La proposta non nasce dalla volontà di riconoscere al militare un trattamento di favore rispetto all’insegnante, al dipendente di un Comune o agli altri lavoratori del pubblico impiego.

Professioni e condizioni d’impiego differenti possono richiedere strumenti di tutela e compensazione differenti.

Lo status militare comporta infatti obblighi e limitazioni peculiari, una particolare disponibilità all’impiego, mobilità sul territorio nazionale e all’estero, trasferimenti che incidono sull’organizzazione familiare, servizi notturni e festivi, turnazioni, prolungamenti dell’attività, impieghi operativi e condizioni di servizio che possono determinare rilevanti sacrifici personali e familiari.

È il complesso di queste condizioni, vissute durante tutto l’anno, che secondo USMIA deve trovare finalmente un riconoscimento economico concreto.

Una misura compensativa a fine anno

La proposta sulla tredicesima parte quindi da un principio preciso: utilizzare la leva fiscale per riconoscere economicamente la specificità militare.

USMIA chiederà di valutare nella Legge di Bilancio l’introduzione di un’imposta sostitutiva agevolata sulla tredicesima mensilità del personale militare, individuando aliquota, platea e coperture finanziarie nell’ambito del confronto con Governo e Parlamento.

La tredicesima diventerebbe così anche uno strumento attraverso il quale riconoscere, a conclusione dell’anno, i particolari vincoli e disagi sostenuti dal personale nell’assolvimento dei propri compiti.

Non un bonus occasionale. Non una misura assistenziale. Ma un intervento fiscale collegato alla specificità della professione militare.

Dalla specificità dichiarata alla specificità riconosciuta

Per USMIA il tema è più ampio della sola tredicesima.

Il principio di specificità delle Forze Armate deve progressivamente tradursi in strumenti economici, previdenziali, normativi e fiscali capaci di riconoscere concretamente ciò che viene richiesto al personale.

La proposta rappresenta quindi un primo tassello di una più ampia strategia di fiscalità compensativa della specificità militare.

Dopo gli interventi contrattuali, occorre infatti agire anche sulla pressione fiscale, affinché una quota maggiore delle risorse riconosciute al personale rimanga effettivamente nelle disponibilità delle famiglie.

USMIA Esercito avvierà nelle prossime settimane gli approfondimenti necessari per definire la proposta sotto il profilo tecnico e finanziario e portarla all’attenzione delle competenti sedi istituzionali in vista dell’esame della Legge di Bilancio.

La nostra posizione è chiara: la specificità non può rimanere soltanto un principio scritto nelle norme. Deve diventare un valore concretamente riconosciuto nella vita professionale ed economica di chi indossa l’uniforme.

Meno pressione fiscale, maggiore riconoscimento della specificità, più risorse nelle tasche dei militari e delle loro famiglie.

USMIA
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